Concorso. Arti e lettere, entrando nel suo quinto anno di vita, arricchisce le proprie modalità di fruizione da parte dei lettori. La possibilità di leggere la rivista anche on line vuole in qualche modo supplire al fatto che – dopo quattro numeri finanziati dall’Università degli Studi di Milano – l’ateneo del capoluogo lombardo ha deciso di far venir meno il proprio sostegno economico, giudicando la pubblicazione di livello troppo elevato per la media dei propri studenti. La decisione è parsa poco consapevole dell’importanza degli studi proposti in questi anni sulle pagine di «Concorso» da giovani studiosi che frequentano i corsi di laurea, triennale e magistrale, della stessa Università, nel campo degli studi umanistici e storico artistici.
La redazione ha tuttavia ritenuto importante continuare l’esperienza, pur slegata dai fondi universitari, con l’ausilio di finanziamenti di privati che ritengono, come noi, fondamentale offrire alle nuove ricerche uno spazio serio, che possa mettere in circolazione idee nuove e segnalazioni di chi compie i primi passi nel mondo della Storia dell’Arte, talvolta impossibilitato ad accedere a testate più blasonate. È per questo che si è deciso, pur mantenendo l’edizione cartacea che vedrà la luce entro la fine dell’anno in corso, di affacciarsi anche al mondo di internet.
Grazie alla disponibilità di Sergio Momesso e del suo blog “storie dell’arte”, sono infatti ora disponibili on line i pdf dei primi quattro numeri di «Concorso».
Dopo l’esordio legato a temi bramantiniani secondo lo sguardo di Cavalcaselle, che ha goduto dei buoni auspici di Gianni Romano e Dante Isella, il secondo fascicolo ha esaminato le iniziative di alcuni circoli culturali milanesi e riesumato notevoli mostre d’arte del Novecento in città. Il terzo anno si è presentata la figura di un conoscitore del calibro di Carl Friedrich von Rumohr e la sua attività nell’Italia settentrionale, offrendo per la prima volta la traduzione italiana di importanti scritti dell’autore.
Il quarto numero ha dedicato attenzione a tre archivi milanesi ben poco conosciuti: la fototeca per la Storia di Milano di Giovanni Treccani degli Alfieri depositata presso l’Istituto Lombardo, il fondo documentario e fotografico di Alberto Martini, giovane storico dell’arte inventore della famosa collana Fabbri «I Maestri del Colore», e infine l’archivio di Anna Maria Brizio, personaggio di grande rilievo culturale, morale e scientifico anche per la stessa Università di Milano, presso la cui Biblioteca di Storia dell’Arte è conservato; una volta di più ci pare discutibile la scelta dell’istituzione di lasciar mancare il proprio appoggio a uno strumento che tenta di farne conoscere le ricchezze, oltre che quelle della città in cui ha sede.
Quest’anno è in preparazione un numero interamente dedicato alla figura dello storico dell’arte Bernard Berenson nei suoi contatti, soprattutto giovanili, con Milano e l’Italia settentrionale, che si lega alle attività svolte durante il seminario di storia dell’arte moderna 2010–2011, guidato da Giovanni Agosti, a cui va il nostro ringraziamento, per l’offerta costante di nuovi stimoli e spunti di ricerca ai giovani studenti. La novità informatica permetterà di pubblicare on line anche i ricchi apparati bibliografici di alcuni dei saggi, che non potrebbero trovare sufficiente spazio sulle pagine della carta stampata.
Si è inoltre pensato di presentare i risultati più seri delle esperienze precedenti, come «Solchi», dalle cui ceneri «Concorso. Arti e lettere» ha preso vita; saranno dunque presto disponibili gli indici di tutti i numeri della rivista, pubblicata dal 1997 al 2006, e i testi di alcuni interventi presenti nelle ultime sei annate.
Nonostante quanto successo, la distribuzione della versione a stampa seguirà come in passato i canali universitari e sarà disponibile gratuitamente presso le principali biblioteche dell’ateneo; come già per i primi numeri una copia sarà depositata presso le principali biblioteche storico artistiche italiane. La redazione si augura che la scelta intrapresa sul sentiero delle possibilità divulgative offerte dalla rete possa portare ulteriori benefici agli studi, tramite una rivista il cui impegno è stato, è e resterà quello di rendere noti lavori di giovani che, talvolta più dei veterani, hanno il merito e l’ardire di impegnarsi su temi nuovi o poco valorizzati.